domenica 13 marzo 2016

LETTERATURA



Anton Maria Narducci,

Per i pidocchi della sua donna (o Bella pidocchiosa)

Sembran fere d’avorio in bosco d’oro
le fere erranti onde sì ricca siete;
anzi, gemme son pur che voi scotete
da l’aureo del bel crin natio tesoro;

o pure, intenti a nobile lavoro,
così cangiati gli Amoretti avete,
perché tessano al cor la bella rete
con l’auree fila ond’io beato moro.

O fra bei rami d’or volanti Amori,
gemme nate d’un crin fra l’onde aurate,
fere pasciute di nettarei umori;

deh, s’avete desio d’eterni onori,
esser preda talor non isdegnate
di quella preda onde son preda i cori!

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