GERTRUDE (LA MONACA DI MONZA)
«Il
suo aspetto, che poteva dimostrar venticinque anni, faceva a prima vista
un’impressione di bellezza, ma d’una bellezza sbattuta, sfiorita e, direi
quasi, scomposta. Un velo nero, sospeso e stirato orizzontalmente sulla testa,
cadeva dalle due parti, discosto alquanto dal viso; sotto il velo, una
bianchissima benda di lino cingeva, fino al mezzo, una fronte di diversa, ma
non d’inferiore bianchezza; una altra benda a pieghe circondava il viso, e
terminava sotto il mento in un soggolo, che si stendeva alquanto sul petto, a
coprire lo scollo d’un nero saio. Ma quella fronte si raggrinzava spesso, come
per una contrazione dolorosa; e allora due sopraccigli neri si ravvicinavano,
con un rapido movimento. Due occhi, neri anch’essi, si fissavano talora in viso
alle persone, con un’investigazione superba; talora si chinavano in fretta,
come per cercare un nascondiglio; […]. Le gote pallidissime scendevano con un
contorno delicato e grazioso, ma alterato e reso mancante da una lenta
estenuazione. Le labbra, quantunque appena tinte d’un rosso sbiadito, pure,
spiccavano in quel pallore; i loro moti erano, come quelli degli occhi,
subitanei, vivi, pieni d’espressione e di mistero. La grandezza ben formata
della persona scompariva in un certo abbandono del portamento, o compariva
sfigurata in certe mosse repentine, irregolari e troppo risolute per una donna
nonché per una monaca. Nel vestire stesso c’era qua e là qualcosa di studiato e
di negletto che annunziava una monaca singolare: la vita era attillata con una
certa cura secolaresca, e dalla benda usciva sur una tempia una ciocchettina di
neri capelli; cosa che dimostrava dimenticanza o disprezzo della regola.» (cap.
IX)
La storia passata di Gertrude è narrata dall'autore con un ampio flashback, che occupa gran parte
dei capp. IX-X e descrive la sua vicenda come esemplare dei soprusi che spesso
nelle famiglie aristocratiche venivano esercitati sui membri più deboli: il principe
padre di Gertrude, nobile milanese e feudatario di Monza, aveva deciso il
destino della figlia prima ancora che nascesse, ovvero aveva stabilito che si
facesse monaca per non intaccare il patrimonio di famiglia, destinato
interamente al primogenito. Fin da piccola Gertrude viene educata con l’idea di
diventare suora, addirittura è costretta a giocare con bambole vestite da
monache (“bambole vestite da monaca
furono i primi balocchi che le si diedero in mano; poi santini che
rappresentavano monache”), il massimo complimento era: “Che madre badessa!”,
finché a sei anni viene mandata in convento per essere educata come molte sue
coetanee. All'inizio la ragazza è allettata all'idea di diventare un giorno la
madre superiora del monastero, ma è durante l’adolescenza che Gertrude comincia
a rendersi conto che non è quella la vita che desidera: piuttosto lei vorrebbe
sposarsi e vivere liberamente come tutte le sue compagne. Decide allora di scrivere
una lettera al padre, per comunicargli di non voler dare il suo assenso alla
monacazione, ma quando rientra a casa per trascorrere un periodo di un mese
fuori dal convento (come prescritto dalla regola canonica per le monacande), è
accolta con freddezza da tutti i suoi familiari e posta in una sorta di
isolamento che ha il fine di forzarla ad accettare di prendere il velo. La
giovane Gertrude un giorno scrive un biglietto per un paggio verso cui nutre
un'innocente passione, ma la carta viene intercettata da una cameriera e
finisce nelle mani del padre, il quale è abile nel servirsi di questo
"fallo" della ragazza per farla sentire terribilmente in colpa e
forzarla a dare il suo assenso, cosa che la poverina è indotta a fare per
debolezza, senso di colpa, sottomissione all'autorità del padre. Da quel
momento Gertrude è indotta in ogni modo dalla famiglia ad affrettare i passi
che la condurranno alla monacazione, supera il colloquio col vicario delle
monache che deve esaminarla per accertare la sincerità della sua vocazione e,
alla fine, prende il velo iniziando il suo noviziato nello stesso convento in
cui era stata educata, godendo di ampi privilegi e venendo trattata con
rispetto e considerazione come se fosse lei la badessa (carica che non può
ancora esercitare per la sua giovane età).
In seguito Gertrude diventa la maestra delle educande e sfoga su
queste ragazze il malanimo e l'insofferenza per il destino che le è stato
imposto, tiranneggiandole e diventando talvolta la loro confidente e la
complice delle loro beffe; nei confronti delle altre monache prova un profondo
astio, specie per quelle che a suo tempo sono state complici del padre nel
costringerla ad accettare il velo. Gertrude vive in un quartiere isolato del
chiostro e questo è contiguo ad una casa laica, dove vive un giovane
scapestrato di nome Egidio: questi un giorno osa rivolgere il discorso alla
monaca e Gertrude risponde, iniziando in seguito con lui una torbida relazione
sessuale che l'autore riassume in modo molto sintetico. E’ diventa famosa la
frase con cui il Manzoni accenna all’inizio della relazione tra Egidio e
Gertrude: “Costui… un giorno osò
rivolgerle il discorso. La sventurata rispose”.
La lunga disgressione su questo personaggio termina con l’accenno alla sparizione di una conversa che aveva
scoperto il suo segreto e che, verosimilmente, è stata assassinata da Egidio
con la complicità di Gertrude. (“forse se
ne sarebbe potuto saper di più se, in vece di cercar lontano, si fosse scavato
vicino”)
QUESTIONARIO
1)
Nel ritratto di Gertrude, Manzoni rappresenta i
violenti conflitti che lacerano l’animo del personaggio. Secondo te, quali
colori simboleggiano questi conflitti? Quali gesti e quali espressioni li
rilevano?
2)
La “singolarità” di Gertrude compare anche nel
modo di vestire. Quale particolare rivela che la donna è insofferente alla vita
monastica?
3)
Nel complesso, Gertrude ti sembra una donna di
carattere forte o debole? Perché?
4)
In che modo i parenti la indirizzano verso la
vita monacale?
5)
Perché il padre vuole che Gertrude diventi
monaca?
6)
Perché Gertrude cambia idea sulla vita monacale?
7)
Cosa la fa soffrire tantissimo quando torna a
casa?
8)
Cosa succede con il paggio? E qual è la
conseguenza di questo innocente episodio?
9)
Perché Gertrude inganna il vicario delle monache
e finge di prendere i voti liberamente?
10)Qual è l’atteggiamento di Gertrude quando torna al
convento?
11)Perché Gertrude ed Egidio
uccidono la conversa?
12)Manzoni, come sempre, si
ispira ad una storia vera. Quale?
13)Secondo te, cosa pensa
Manzoni di questo personaggio?
14)Perché Manzoni ha voluto
descrivere questo episodio?
15)Ti è piaciuto questo brano?
Perché?
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