martedì 4 aprile 2017

LETTERATURA

Per scrivere il commento potete seguire l'ordine con cui ho spiegato in classe o l'ordine cronologico. 

VEGLIA
 (Cima  23/12/1915)
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore.
 Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.

 SOLDATI
(Bosco di Canton - Luglio 1918)
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
 


 FRATELLI
(15 Luglio 1916)
Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
foglia appena nata
dell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
fratelli.

  SAN MARTINO DEL CARSO

 (Valloncello dell’albero isolato - 1916)
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro.
Di tanti
che  mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto.
 E’ il mio cuore
il paese più straziato.

 MATTINA
(1917) 
M’illumino
d’immenso



NON GRIDATE PIU'

Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.
Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,

Lieta dove non passa l’uomo.

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