JOHN
FITZGERALD KENNEDY
John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato John
Kennedy o solo JFK, nacque a Brookline, nel Massachusetts, da Joseph P. Kennedy
e Rose Fitzgerald, membri di due famiglie di Boston molto in vista (il nonno
materno fu a lungo sindaco della città). Da ragazzo John, soprannominato da
tutti "Jack", frequentò la "Dexter School" e in seguito al
trasferimento della famiglia da Boston a New York, fu iscritto alla
"Canterbury School" di New Milford (Connecticut), una scuola privata.
Lì ebbe una breve esperienza di scautismo.
Successivamente passò al Choate Rosemary Hall, un
collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell'autunno del 1935 si iscrisse
all'università di Princeton ma fu costretto a lasciarla prima della fine
dell'anno, dopo aver contratto l'itterizia. L'autunno successivo iniziò a
frequentare l'università di Harvard. Durante gli anni universitari, Kennedy
visitò l'Europa due volte, recandosi nel Regno Unito dove il padre era
ambasciatore.
Nella
primavera del 1941, Kennedy si arruolò volontario nell'esercito, ma venne
riformato, principalmente per via della sua spina dorsale, affetta da
osteoporosi (Kennedy era inoltre affetto da Morbo di Addison). Tuttavia, con
l'aiuto delle raccomandazioni del padre, la Marina degli Stati Uniti lo accettò
nel settembre dello stesso anno. Durante questo periodo Kennedy, mentre
infuriava la seconda guerra mondiale, partecipò a diverse missioni nel teatro
del Pacifico e conseguì il grado di tenente di vascello ed il comando di una
PT-109. Nella notte del 2 agosto
1943 la motosilurante PT-109 fu speronata e spaccata in due parti dal
cacciatorpediniere giapponese Amagiri, vicino alle Isole Salomone. Del piccolo
equipaggio, quattro marines morirono subito, altri si avvinghiarono a un
relitto che ancora galleggiava e altri ancora furono scaraventati in mare dalla
violenza dell'urto. Kennedy entrò in azione con determinazione e coraggio e
lottò fino alla fine per portare in salvo i compagni sopravvissuti. Egli era
stato scagliato attraverso il ponte, riportando danni alla già malandata
schiena. Riuscì tuttavia a trascinare con sé - grazie alle sue eccezionali
capacità di nuotatore – per tre miglia nell'oceano un marine ferito e
gravemente ustionato, giungendo fino a Plum Pudding Island dove il suo equipaggio
trovò rifugio. Da qui la notte successiva completamente da solo, non curante
del fatto che il mare era infestato di squali, raggiunse nuotando per cinque
chilometri il Passaggio Fergusson, sorvegliato dagli incrociatori giapponesi,
con l'obiettivo di avvistare qualche nave americana. Sfortunatamente Kennedy
non riuscì ad intercettare nessuna unità militare del Corpo dei Marines e
decise di ritornare dai suoi uomini. Si rese conto che la situazione dei feriti
si era aggravata e la fame incominciava a tormentarli, perciò fece in modo che
tutti raggiungessero l'isola di Olasana dove sapeva che il cocco cresceva in
abbondanza. Da qui il giorno seguente un marine australiano riuscì ad inviare
un messaggio radio col quale si chiedeva alla base americana di Rendova di
provvedere al salvataggio di tutto l'equipaggio. Infatti, il mattino seguente
la PT 157, come da accordi radiofonici, si presentò sul luogo dell'appuntamento
concordato con Kennedy. Guidata da lui personalmente, la motosilurante
raggiunse la scogliera e poi Olasana. Appena fu avvistato, tutti i superstiti
gli andarono incontro verso il mare.
Per queste azioni di guerra Kennedy ricevette una
medaglia, la Navy and Marine Corps Medal, con la seguente motivazione: “Per l'eroismo mostrato nel soccorso di tre
uomini in seguito all'attacco ed all'affondamento della sua nave, mentre
tentava di attaccare un bombardiere giapponese nell'area delle Isole Salomone
la notte tra il 1 agosto e il 2 agosto 1943. Il luogotenente Kennedy, capitano
della nave, ha diretto i soccorsi per l'equipaggio e salvato personalmente tre
uomini, uno dei quali ferito seriamente. Nei sei giorni successivi è riuscito a
portare tutto il suo equipaggio sulla terraferma e, dopo aver nuotato molte ore
per assicurare loro aiuto e cibo, è riuscito a portare in salvo gli uomini. Il
suo coraggio, la sua resistenza e l'eccellente comando hanno contribuito a
salvare diverse vite e continuare la migliore tradizione della Marina degli Stati
Uniti”
CARRIERA POLITICA
Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in
politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello
Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy aveva puntato molte delle sue speranze,
ma che venne ucciso in guerra.
Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan
"Kennedy farà di più per il Massachusetts". Con una vittoria a
sorpresa, sconfisse il favorito candidato repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr.
con un margine di soli 70.000 voti.
Kennedy sposò Jacqueline Bouvier il 12 settembre 1953.
Nei due anni successivi subì diverse operazioni alla spina dorsale e fu spesso
assente dal Senato.
Il 13 luglio 1960 il Partito Democratico nominò Kennedy
candidato alla presidenza. Kennedy chiese a Lyndon Johnson di essere il suo
candidato alla vice presidenza, nonostante gli scontri tra i due durante le
elezioni primarie. Johnson, contrariamente alle previsioni dello staff di
Kennedy, accettò.
In settembre e in ottobre, Kennedy si confrontò con il
candidato repubblicano alla presidenza Richard Nixon nel primo dibattito
presidenziale mai trasmesso alla televisione. Durante il dibattito Nixon
apparve teso e mal rasato, mentre Kennedy trasmise un'immagine composta e
sicura. Kennedy fu ritenuto da tutti il vincitore del confronto, nonostante gli
osservatori avessero considerato i due sostanzialmente alla pari in termini di
oratoria. Il confronto televisivo
Kennedy-Nixon è stato ritenuto un punto di svolta nella comunicazione politica:
il momento in cui il medium televisione inizia ad avere un ruolo decisivo ed il
modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per
un candidato.
Nelle elezioni generali dell'8 novembre 1960, Kennedy
batté Nixon e, all'età di 43 anni, divenne il primo presidente cattolico ed il
più giovane presidente eletto. John F. Kennedy prestò giuramento come 35º
presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 1961 a Washington D.C. Nel suo
discorso inaugurale parlò del bisogno di tutti gli americani di essere
cittadini attivi, disse: « Non chiedete
cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il
vostro paese ». In uno dei famosi discorsi della Nuova Frontiera, chiese
alle nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro ciò che chiamò "i comuni nemici dell'umanità... la tirannia,
la povertà, le malattie e la guerra".
VITA SOCIALE E FAMIGLIA
Sia "Jack" che la moglie "Jackie"
Kennedy, furono molto giovani in confronto alle precedenti coppie presidenziali
e furono figure molto popolari, venne loro tributata un'attenzione più simile a
quella riservata a cantanti rock ed a stelle del cinema, più che ad un politico
ed a sua moglie. Influenzarono persino la moda dell'epoca e loro fotografie
comparivano spesso nei rotocalchi dell'epoca.
I Kennedy portarono una ventata di vita nuova
nell'atmosfera della Casa Bianca. Convinti che la Casa Bianca fosse un luogo
dove celebrare la storia, la cultura e le conquiste americane, invitarono
regolarmente artisti, scrittori, scienziati, poeti, musicisti, attori, atleti e
vincitori di premi Nobel. Jacqueline Kennedy inoltre riadattò quasi tutte le
stanze della Casa Bianca con nuovi arredi e pezzi d'arte.
La Casa Bianca sembrò anche un luogo più gioioso per via
della presenza dei due figli piccoli della coppia, Caroline e John Jr. (il cui
vezzeggiativo sui rotocalchi diverrà John-John). Nel prato antistante la Casa
Bianca i Kennedy misero una nursery, una piscina ed una casetta per bambini su
un albero. Dietro la facciata elegante, anche la vita privata dei Kennedy
conobbe qualche tragedia, come la morte del figlio Patrick.
John Fitzgerald Kennedy e Jaqueline Bouvier hanno avuto
quattro figli: Caroline,Helen (nata morta), John Fitzgerald Kennedy Jr. detto
John-John, (1960-1999), Patrick (morto a due giorni di vita)
L'ASSASSINIO DI JOHN
F. KENNEDY.
Il
presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 alle
12:30, ora locale, mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento
straordinario e devastante per la vita di molti americani. «Dov'eri quando
hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni
successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto.
Lee Harvey Oswald, venne arrestato alle 13:50 in un
cinema poco distante da Dealy Plaza, quindi alle 19:00 accusato di aver ucciso
un poliziotto di Dallas ed alle 23:30 di aver assassinato il presidente nel
quadro di una "cospirazione conservatrice". Oswald venne a sua volta
ucciso dopo appena due giorni, il 24 novembre, prima di venire portato in
tribunale. Cinque giorni dopo la morte di Oswald, il presidente Lyndon B. Johnson
creò la Commissione Warren, per indagare sull'omicidio. Nel novembre del 2002
venne tolto il segreto alle cartelle cliniche di Kennedy, rivelando che i suoi
problemi fisici erano più seri di quanto si pensasse in precedenza. Oltre a
soffrire un dolore costante per la frattura di alcune vertebre, soffriva di
disturbi digestivi del Morbo di Addison. Kennedy veniva sottoposto ad iniezioni
di procaina prima di ogni evento pubblico per poter apparire in salute. La
spina dorsale di Kennedy era affetta da un'osteoporosi che lo costringeva ad
usare un busto per alleviare il peso del corpo sulle vertebre inferiori. È
stato ipotizzato che lo indossasse anche il giorno in cui venne ucciso - dopo
essere stato colpito una prima volta il suo corpo sarebbe dovuto scivolare in
una posizione in cui l'automobile gli avrebbe offerto una maggiore protezione,
ma il busto mantenne il suo corpo in posizione eretta dando all'assassino il
tempo di sparare il colpo fatale alla testa.
Secondo un approfondimento giornalistico ANSA del 2007,
sarebbero nuovamente emersi dubbi sul fatto che l'arma possa aver esploso tre
colpi in soli sette secondi, in quanto un tiratore professionale (Oswald era
invece un tiratore sotto la media) ha impiegato 19 secondi nella medesima
operazione. Altri ed ulteriori elementi di fatto depongono a favore di una
dinamica del tutto diversa che vede coinvolto almeno un secondo cecchino e che
dunque avvalora l'ipotesi di un complotto che mina a monte la "teoria del
pazzo solitario". Fra questi il fatto che, secondo la Commissione Warren,
una delle tre pallottole che uccise Kennedy sarebbe stata altresì responsabile
di aver provocato un totale di sette ferite (cinque su Kennedy, due sul
Governatore Connally che sedeva sul sedile anteriore lato passeggero) a seguito
di un inverosimile volo a zig-zag. La teoria è stata definita come "la
teoria della pallottola magica" ed appare balisticamente insostenibile. E'
inoltre inverosimile che i presunti tre colpi sparati da Oswald dal quinto
piano del deposito di libri all'inizio di Elm Street possano aver attraversato
- e colpito Kennedy con estrema precisione - il fitto fogliame di una quercia
sempreverde che perde le proprie foglie nella prima settimana di marzo. Infine,
appare tranciante il video super 8 girato sulla collinetta erbosa a destra del
Presidente da Abraham Zapruder, che dimostra con precisione che la testa di
Kennedy venne colpita, nel colpo fatale, alla tempia destra e che dunque almeno
un colpo (quello fatale appunto) venne sparato non dal deposito di libri alle
spalle di Kennedy, ma da un (secondo) cecchino appostato dietro la staccionata
a destra del Presidente.
I FUNERALI
.All'incirca
un milione di persone allineate lungo la strada, accompagnarono JFK dal
Campidoglio alla cattedrale di St. Matthew e poi al cimitero di Arlington.
Milioni di persone seguirono la processione funebre alla televisione.
La processione iniziò alle 11.00, condotta dalla vedova e
dai due fratelli di Kennedy, l'avvocato Robert e il senatore Edward. I figli
erano sulla limousine subito dietro. Il resto della famiglia Kennedy, a parte
il padre Joseph P. Kennedy che era malato, aspettarono in cattedrale.
Non si contava una tale presenza di presidenti, primi
ministri e sangue reale a un funerale di Stato se non a quello del re
britannico Edoardo VII del Regno Unito del 1910.
In totale, 220 personalità straniere di 92 paesi che
includevano 19 capi di Stato e Governo, membri di famiglie reali, inclusa
l'Unione Sovietica.
Le personalità passarono per lo più inosservate dietro la
figura della vedova Jacqueline e i suoi figli nella processione in Connecticut
Avenue. Le misure di sicurezza prese furono imponenti.La NBC trasmise la
processione dalla Casa Bianca alla cattedrale via satellite in 23 paesi,
incluso Giappone e Unione Sovietica; il segnale però non permise di trasmettere
la celebrazione dall'interno della cattedrale.
Jacqueline indossava un lungo velo nero, tenendo per mano
i suoi due figli, John Jr. (che celebrò i suoi tre anni il giorno del funerale)
a sinistra e Caroline a destra.
L'arcivescovo
di Boston, cardinale Richard James Cushing, celebrò la funzione con musiche
sacre e rituali cattolici.Il cardinale era uno stretto amico di famiglia che
aveva già sposato il senatore Kennedy e Jacqueline Bouvier nel 1953, aveva
battezzato i due figli e aveva officiato il funerale del loro bambino
Patrick.L'elogio funebre del vescovo ausiliare di Washington Philip M. Hannan
fu di brani tratti da discorsi e scritti dello stesso Kennedy che riprendevano
la Bibbia, come questo passo dal Libro dei Proverbi: "i Vostri uomini
anziani sogneranno sogni, i vostri giovani avranno visioni; e dove non c'è
visione il popolo perisce."
La bara fu posta sul carro per giungere al cimitero di Arlington
e in quei momenti Jacqueline bisbigliò qualcosa al giovane figlio John Jr., che
salutò militarmente il feretro di suo padre: quest'immagine fu catturata dai
fotografi e a lungo ricordata.




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