giovedì 27 aprile 2017

STORIA



JOHN FITZGERALD KENNEDY
John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato John Kennedy o solo JFK, nacque a Brookline, nel Massachusetts, da Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald, membri di due famiglie di Boston molto in vista (il nonno materno fu a lungo sindaco della città). Da ragazzo John, soprannominato da tutti "Jack", frequentò la "Dexter School" e in seguito al trasferimento della famiglia da Boston a New York, fu iscritto alla "Canterbury School" di New Milford (Connecticut), una scuola privata. Lì ebbe una breve esperienza di scautismo.
Successivamente passò al Choate Rosemary Hall, un collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell'autunno del 1935 si iscrisse all'università di Princeton ma fu costretto a lasciarla prima della fine dell'anno, dopo aver contratto l'itterizia. L'autunno successivo iniziò a frequentare l'università di Harvard. Durante gli anni universitari, Kennedy visitò l'Europa due volte, recandosi nel Regno Unito dove il padre era ambasciatore.
Nella primavera del 1941, Kennedy si arruolò volontario nell'esercito, ma venne riformato, principalmente per via della sua spina dorsale, affetta da osteoporosi (Kennedy era inoltre affetto da Morbo di Addison). Tuttavia, con l'aiuto delle raccomandazioni del padre, la Marina degli Stati Uniti lo accettò nel settembre dello stesso anno. Durante questo periodo Kennedy, mentre infuriava la seconda guerra mondiale, partecipò a diverse missioni nel teatro del Pacifico e conseguì il grado di tenente di vascello ed il comando di una PT-109. Nella notte del 2 agosto 1943 la motosilurante PT-109 fu speronata e spaccata in due parti dal cacciatorpediniere giapponese Amagiri, vicino alle Isole Salomone. Del piccolo equipaggio, quattro marines morirono subito, altri si avvinghiarono a un relitto che ancora galleggiava e altri ancora furono scaraventati in mare dalla violenza dell'urto. Kennedy entrò in azione con determinazione e coraggio e lottò fino alla fine per portare in salvo i compagni sopravvissuti. Egli era stato scagliato attraverso il ponte, riportando danni alla già malandata schiena. Riuscì tuttavia a trascinare con sé - grazie alle sue eccezionali capacità di nuotatore – per tre miglia nell'oceano un marine ferito e gravemente ustionato, giungendo fino a Plum Pudding Island dove il suo equipaggio trovò rifugio. Da qui la notte successiva completamente da solo, non curante del fatto che il mare era infestato di squali, raggiunse nuotando per cinque chilometri il Passaggio Fergusson, sorvegliato dagli incrociatori giapponesi, con l'obiettivo di avvistare qualche nave americana. Sfortunatamente Kennedy non riuscì ad intercettare nessuna unità militare del Corpo dei Marines e decise di ritornare dai suoi uomini. Si rese conto che la situazione dei feriti si era aggravata e la fame incominciava a tormentarli, perciò fece in modo che tutti raggiungessero l'isola di Olasana dove sapeva che il cocco cresceva in abbondanza. Da qui il giorno seguente un marine australiano riuscì ad inviare un messaggio radio col quale si chiedeva alla base americana di Rendova di provvedere al salvataggio di tutto l'equipaggio. Infatti, il mattino seguente la PT 157, come da accordi radiofonici, si presentò sul luogo dell'appuntamento concordato con Kennedy. Guidata da lui personalmente, la motosilurante raggiunse la scogliera e poi Olasana. Appena fu avvistato, tutti i superstiti gli andarono incontro verso il mare.
Per queste azioni di guerra Kennedy ricevette una medaglia, la Navy and Marine Corps Medal, con la seguente motivazione: “Per l'eroismo mostrato nel soccorso di tre uomini in seguito all'attacco ed all'affondamento della sua nave, mentre tentava di attaccare un bombardiere giapponese nell'area delle Isole Salomone la notte tra il 1 agosto e il 2 agosto 1943. Il luogotenente Kennedy, capitano della nave, ha diretto i soccorsi per l'equipaggio e salvato personalmente tre uomini, uno dei quali ferito seriamente. Nei sei giorni successivi è riuscito a portare tutto il suo equipaggio sulla terraferma e, dopo aver nuotato molte ore per assicurare loro aiuto e cibo, è riuscito a portare in salvo gli uomini. Il suo coraggio, la sua resistenza e l'eccellente comando hanno contribuito a salvare diverse vite e continuare la migliore tradizione della Marina degli Stati Uniti”
CARRIERA POLITICA
Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy aveva puntato molte delle sue speranze, ma che venne ucciso in guerra.
Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan "Kennedy farà di più per il Massachusetts". Con una vittoria a sorpresa, sconfisse il favorito candidato repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 70.000 voti.
Kennedy sposò Jacqueline Bouvier il 12 settembre 1953. Nei due anni successivi subì diverse operazioni alla spina dorsale e fu spesso assente dal Senato.
Il 13 luglio 1960 il Partito Democratico nominò Kennedy candidato alla presidenza. Kennedy chiese a Lyndon Johnson di essere il suo candidato alla vice presidenza, nonostante gli scontri tra i due durante le elezioni primarie. Johnson, contrariamente alle previsioni dello staff di Kennedy, accettò.
In settembre e in ottobre, Kennedy si confrontò con il candidato repubblicano alla presidenza Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale mai trasmesso alla televisione. Durante il dibattito Nixon apparve teso e mal rasato, mentre Kennedy trasmise un'immagine composta e sicura. Kennedy fu ritenuto da tutti il vincitore del confronto, nonostante gli osservatori avessero considerato i due sostanzialmente alla pari in termini di oratoria. Il confronto televisivo Kennedy-Nixon è stato ritenuto un punto di svolta nella comunicazione politica: il momento in cui il medium televisione inizia ad avere un ruolo decisivo ed il modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per un candidato.
Nelle elezioni generali dell'8 novembre 1960, Kennedy batté Nixon e, all'età di 43 anni, divenne il primo presidente cattolico ed il più giovane presidente eletto. John F. Kennedy prestò giuramento come 35º presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 1961 a Washington D.C. Nel suo discorso inaugurale parlò del bisogno di tutti gli americani di essere cittadini attivi, disse: « Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese ». In uno dei famosi discorsi della Nuova Frontiera, chiese alle nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro ciò che chiamò "i comuni nemici dell'umanità... la tirannia, la povertà, le malattie e la guerra".
VITA SOCIALE E FAMIGLIA
Sia "Jack" che la moglie "Jackie" Kennedy, furono molto giovani in confronto alle precedenti coppie presidenziali e furono figure molto popolari, venne loro tributata un'attenzione più simile a quella riservata a cantanti rock ed a stelle del cinema, più che ad un politico ed a sua moglie. Influenzarono persino la moda dell'epoca e loro fotografie comparivano spesso nei rotocalchi dell'epoca.
I Kennedy portarono una ventata di vita nuova nell'atmosfera della Casa Bianca. Convinti che la Casa Bianca fosse un luogo dove celebrare la storia, la cultura e le conquiste americane, invitarono regolarmente artisti, scrittori, scienziati, poeti, musicisti, attori, atleti e vincitori di premi Nobel. Jacqueline Kennedy inoltre riadattò quasi tutte le stanze della Casa Bianca con nuovi arredi e pezzi d'arte.
La Casa Bianca sembrò anche un luogo più gioioso per via della presenza dei due figli piccoli della coppia, Caroline e John Jr. (il cui vezzeggiativo sui rotocalchi diverrà John-John). Nel prato antistante la Casa Bianca i Kennedy misero una nursery, una piscina ed una casetta per bambini su un albero. Dietro la facciata elegante, anche la vita privata dei Kennedy conobbe qualche tragedia, come la morte del figlio Patrick.
John Fitzgerald Kennedy e Jaqueline Bouvier hanno avuto quattro figli: Caroline,Helen (nata morta), John Fitzgerald Kennedy Jr. detto John-John, (1960-1999), Patrick (morto a due giorni di vita)
L'ASSASSINIO DI JOHN F. KENNEDY.
Il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 alle 12:30, ora locale, mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti americani. «Dov'eri quando hanno sparato a Kennedy?» fu una domanda posta di frequente negli anni successivi e continuò a risuonare per decenni dopo il fatto.
Lee Harvey Oswald, venne arrestato alle 13:50 in un cinema poco distante da Dealy Plaza, quindi alle 19:00 accusato di aver ucciso un poliziotto di Dallas ed alle 23:30 di aver assassinato il presidente nel quadro di una "cospirazione conservatrice". Oswald venne a sua volta ucciso dopo appena due giorni, il 24 novembre, prima di venire portato in tribunale. Cinque giorni dopo la morte di Oswald, il presidente Lyndon B. Johnson creò la Commissione Warren, per indagare sull'omicidio. Nel novembre del 2002 venne tolto il segreto alle cartelle cliniche di Kennedy, rivelando che i suoi problemi fisici erano più seri di quanto si pensasse in precedenza. Oltre a soffrire un dolore costante per la frattura di alcune vertebre, soffriva di disturbi digestivi del Morbo di Addison. Kennedy veniva sottoposto ad iniezioni di procaina prima di ogni evento pubblico per poter apparire in salute. La spina dorsale di Kennedy era affetta da un'osteoporosi che lo costringeva ad usare un busto per alleviare il peso del corpo sulle vertebre inferiori. È stato ipotizzato che lo indossasse anche il giorno in cui venne ucciso - dopo essere stato colpito una prima volta il suo corpo sarebbe dovuto scivolare in una posizione in cui l'automobile gli avrebbe offerto una maggiore protezione, ma il busto mantenne il suo corpo in posizione eretta dando all'assassino il tempo di sparare il colpo fatale alla testa.
Secondo un approfondimento giornalistico ANSA del 2007, sarebbero nuovamente emersi dubbi sul fatto che l'arma possa aver esploso tre colpi in soli sette secondi, in quanto un tiratore professionale (Oswald era invece un tiratore sotto la media) ha impiegato 19 secondi nella medesima operazione. Altri ed ulteriori elementi di fatto depongono a favore di una dinamica del tutto diversa che vede coinvolto almeno un secondo cecchino e che dunque avvalora l'ipotesi di un complotto che mina a monte la "teoria del pazzo solitario". Fra questi il fatto che, secondo la Commissione Warren, una delle tre pallottole che uccise Kennedy sarebbe stata altresì responsabile di aver provocato un totale di sette ferite (cinque su Kennedy, due sul Governatore Connally che sedeva sul sedile anteriore lato passeggero) a seguito di un inverosimile volo a zig-zag. La teoria è stata definita come "la teoria della pallottola magica" ed appare balisticamente insostenibile. E' inoltre inverosimile che i presunti tre colpi sparati da Oswald dal quinto piano del deposito di libri all'inizio di Elm Street possano aver attraversato - e colpito Kennedy con estrema precisione - il fitto fogliame di una quercia sempreverde che perde le proprie foglie nella prima settimana di marzo. Infine, appare tranciante il video super 8 girato sulla collinetta erbosa a destra del Presidente da Abraham Zapruder, che dimostra con precisione che la testa di Kennedy venne colpita, nel colpo fatale, alla tempia destra e che dunque almeno un colpo (quello fatale appunto) venne sparato non dal deposito di libri alle spalle di Kennedy, ma da un (secondo) cecchino appostato dietro la staccionata a destra del Presidente.
I FUNERALI
.All'incirca un milione di persone allineate lungo la strada, accompagnarono JFK dal Campidoglio alla cattedrale di St. Matthew e poi al cimitero di Arlington. Milioni di persone seguirono la processione funebre alla televisione.
La processione iniziò alle 11.00, condotta dalla vedova e dai due fratelli di Kennedy, l'avvocato Robert e il senatore Edward. I figli erano sulla limousine subito dietro. Il resto della famiglia Kennedy, a parte il padre Joseph P. Kennedy che era malato, aspettarono in cattedrale.
Non si contava una tale presenza di presidenti, primi ministri e sangue reale a un funerale di Stato se non a quello del re britannico Edoardo VII del Regno Unito del 1910.
In totale, 220 personalità straniere di 92 paesi che includevano 19 capi di Stato e Governo, membri di famiglie reali, inclusa l'Unione Sovietica.
Le personalità passarono per lo più inosservate dietro la figura della vedova Jacqueline e i suoi figli nella processione in Connecticut Avenue. Le misure di sicurezza prese furono imponenti.La NBC trasmise la processione dalla Casa Bianca alla cattedrale via satellite in 23 paesi, incluso Giappone e Unione Sovietica; il segnale però non permise di trasmettere la celebrazione dall'interno della cattedrale.
Jacqueline indossava un lungo velo nero, tenendo per mano i suoi due figli, John Jr. (che celebrò i suoi tre anni il giorno del funerale) a sinistra e Caroline a destra.
L'arcivescovo di Boston, cardinale Richard James Cushing, celebrò la funzione con musiche sacre e rituali cattolici.Il cardinale era uno stretto amico di famiglia che aveva già sposato il senatore Kennedy e Jacqueline Bouvier nel 1953, aveva battezzato i due figli e aveva officiato il funerale del loro bambino Patrick.L'elogio funebre del vescovo ausiliare di Washington Philip M. Hannan fu di brani tratti da discorsi e scritti dello stesso Kennedy che riprendevano la Bibbia, come questo passo dal Libro dei Proverbi: "i Vostri uomini anziani sogneranno sogni, i vostri giovani avranno visioni; e dove non c'è visione il popolo perisce."
La bara fu posta sul carro per giungere al cimitero di Arlington e in quei momenti Jacqueline bisbigliò qualcosa al giovane figlio John Jr., che salutò militarmente il feretro di suo padre: quest'immagine fu catturata dai fotografi e a lungo ricordata.

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