MURO DI BERLINO
Il simbolo di un mondo spaccato a metà
Alla
fine della Seconda guerra mondiale, Berlino divenne il simbolo della
divisione del mondo in due blocchi: i regimi comunisti a Est e i paesi
democratici a Ovest. Nel 1961 le autorità della Germania dell’Est
costruirono in mezzo alla città un Muro che, per ventotto anni,
contrappose due modelli di vita diametralmente contrari: una città
vivace, libera e consumista a ovest, una città tetra e oppressa a est
La Germania, un paese diviso
Pochi
anni dopo la sconfitta della Germania nazista e la fine della Seconda
guerra mondiale, la Germania fu divisa in due Stati. Era il 1949 e da un
unico paese dove si parlava la stessa lingua nacquero due Stati diversi
e nemici: a est la Repubblica Democratica, un regime comunista
controllato dall’Unione Sovietica; a ovest la Repubblica Federale, un paese Democratico alleato delle potenze occidentali. La città di Berlino
si trovava nella Repubblica Democratica ed era anch’essa divisa in due
parti, spartita a metà tra i due blocchi: la parte ovest era controllata
dagli Occidentali (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti), la parte est
dai Sovietici.
Per tutti gli anni Cinquanta il traffico tra
Berlino Est e Berlino Ovest fu intenso: attraverso i varchi controllati
dalle forze di polizia che si trovavano nel mezzo della città andavano e
venivano giornalmente migliaia di persone. Moltissimi Berlinesi
dell’Est lavoravano nella parte occidentale della città e visitavano
parenti e amici che abitavano a ovest, o andavano al cinema se avevano
abbastanza soldi. Ma moltissimi abitanti della Germania dell’Est
abbandonavano il proprio paese, dove non c’era libertà, per fuggire a
Berlino Ovest e di lì nella Germania Federale. Tra il 1949 e il 1961
fuggirono circa due milioni e mezzo di persone e i dirigenti della
Germania dell’Est decisero che bisognava trovare un rimedio.
Il simbolo della Guerra fredda
Per
riprendere il controllo della situazione i dirigenti della Germania
comunista decisero di isolare completamente Berlino dal resto del paese e
di costruire un Muro che divideva la parte orientale da quella
occidentale. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 cominciò la
costruzione del Muro: la metropolitana di superficie e quella
sotterranea furono interrotte, qualsiasi collegamento sospeso. Filo
spinato, corrente ad alta tensione, cemento armato e torrette di
controllo comparvero improvvisamente nel centro di Berlino, dividendo a
metà scuole, palazzi, persino cimiteri. Da quel momento nessuno poté più
passare a Ovest senza un regolare permesso. I primissimi giorni fu
ancora facile per i Berlinesi dell’Est scappare dall’altra parte: ci fu
persino chi, abitando nei palazzi che segnavano il confine tra i due
settori, si buttò dalle finestre di casa prima che queste venissero
murate.
Per tutto il periodo della guerra fredda,
fino al 1989, quando il Muro fu abbattuto, più di 5.000 persone
riuscirono a scavalcare il Muro, moltissime furono arrestate e oltre 150
furono uccise. I primi tempi i Tedeschi orientali ricorsero a ogni
stratagemma per scappare: tunnel sotterranei, automobili con doppio
fondo, teleferiche artigianali da un palazzo all’altro, mongolfiere. Ma i
mezzi di controllo diventarono sempre più sofisticati e col passare del
tempo divenne quasi impossibile oltrepassare il Muro perché le guardie
avevano l’ordine di sparare a chiunque si avvicinasse alla terra di
nessuno davanti al Muro.
Un mucchio di pietre
Nella
seconda metà degli anni Ottanta il blocco comunista in Europa mostrò
evidenti segni di crisi. La politica riformatrice di Michail Gorbačëv,
leader dell’Unione Sovietica dal 1985, favorì e accelerò il crollo dei
regimi comunisti. A Berlino tra la fine di ottobre e i primi giorni di
novembre 1989 centinaia di migliaia di abitanti manifestarono nelle
strade invocando libere elezioni, libertà di stampa e di viaggiare.
Mentre i dirigenti della Germania dell’Est cercavano di controllare e
indirizzare le proteste della popolazione, il simbolo più sinistro della
repressione venne preso d’assalto pacificamente dai Berlinesi dell’Est.
Nel tardo pomeriggio di giovedì 9 novembre gli abitanti della
città iniziarono la conquista e l’abbattimento del Muro: da Est e da
Ovest migliaia di persone si arrampicarono sul Muro per abbracciarsi,
ballare, festeggiare. Preso a picconate, raschiato, martellato, il Muro
mostrò i primi squarci e nel giro di alcune settimane si era trasformato
in un cumulo di macerie.
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