mercoledì 8 marzo 2017

GEOSTORIA


Saddam Hussein era un esponente del nazionalismo arabo laico e guardava al vicino Iran con preoccupazione. Nel settembre 1980 invase l'Iran, con il sostegno politico degli Emirati del Golfo e dell'Araia Saudita, mentre Libia e Siria si schierarono con l'Iran.
La guerra, svoltasi nel completo disinteresse della comunità internazionale, causò un milione di morti.
Saddam ebbe però il segreto appoggio militare degli USA i quali speravano che l'Iraq assestasse un duro colpo all'Iran (il regime dell'ayatollah Khomeini nel 1978 aveva assunto un carattere fortemente integralista).
PRIMA GUERRA DEL GOLFO
L'Iraq uscì dalla guerra stremato, ma deciso a continuare la lotta per affermarsi come potenza-guida del mondo arabo. Convinto di aver acquistato, grazie alla guerra contro l'Iran, l'appoggio dell'Occidente, Saddam Hussein attaccò nell'agosto 1990 il vicino Kuwait per conquistarne i pozzi petroliferi. Gli Stati Uniti, però, reagirono e fecero pressione sull'ONU perché autorizzasse un intervento armato al fine di ristabilire la legalità internazionale.
Sotto la guida degli USA, una coalizione di diversi Paesi, fra i quali l'Italia, intervenne contro l'Iraq. La guerra, detta prima guerra del Golfo, si risolse con una netta vittoria della coalizione; l'Iraq fu costretto ad abbandonare il Kuwait.
Il 26 febbraio del 1991 le truppe irachene iniziarono a ritirarsi dal Kuwait, incendiando tutti i pozzi petroliferi kuwaitiani che incontrarono.
 Furono circa 600 pozzi petroliferi dati alle fiamme dalle truppe di Saddam Hussein, le alte colonne di fumo che si sprigionarono hanno causato un enorme danno ambientale per le enormi quantità di diossina liberate .

Saddam Hussein, tuttavia, rimase al potere. All'Iraq vennero imposte dure sanzioni: il blocco economico (embargo) e l'obbligo di sottoporsi a controlli internazionali.

SECONDA GUERRA DEL GOLFO
Dopo l'attacco alle Torri Gemelle, nel 2003, in nome della lotta al terrorismo islamico, una coalizione guidata dagli Stati Uniti attacca il regime iracheno di Saddam Hussein, accusato di possedere armi di distruzione di massa, in realtà mai trovate.
Il 1º maggio 2003, il presidente americano George W. Bush proclamò la fine dei combattimenti, annunciando che la missione era stata compiuta.
Terminata la prima fase della guerra, culminata con la caduta del regime di Saddam Hussein, le truppe statunitensi iniziarono l'occupazione del territorio iracheno, dal quale si ritireranno soltanto il 15 dicembre del 2011.

 Il governo italiano mise a disposizione oltre 3000 uomini per operazioni di supporto e controllo del territorio.
La principale base delle operazioni italiane fu Nassirya, nel Sud-Est dell'Iraq. Il 12 novembre del 2004, nella fase più acuta della ribellione irachena postbellica, la base italiana divenne obiettivo di un attacco kamikaze che costò la vita a 19 militari e civili italiani.
Nel dicembre 2004 Saddam Hussein viene catturato dai soldati americani mentre si nascondeva in un piccolo bunker scavato nella roccia vicino alla città di Tikrit, viene processato nel 2005 e condannato a morte per impiccagione nel 2006.

Da allora si è scatenata una guerra civile fra sciiti e sunniti, mentre l'opposizione alle truppe statunitensi ha provocato migliaia di vittime e attentati: un simile contesto ha fornito facili occasioni di crescita ai terroristi islamici legati ad Al Qaeda.
Negli USA, nel frattempo, cresceva l'opposizione alla politica di Bush, alimentata anche dai pesanti costi dell'occupazione militare in Iraq: oltre 4000 soldati morti e miliardi di dollari di spese.



sciiti: seguaci della corrente musulmana che vede nei discendenti del califfo Alì (genero di Maometto) gli unici legittimi successori del Profeta. Rappresentano il 10% dei credenti nell'Islam.
sunniti: la maggioranza dei musulmani che risconoscono l'autorità assoluta della Sunna, il libro che raccoglie parole ed episodi della vita di Maometto.Assunsero tale nome per affermare che essi soltanto erano i seguaci della vera tradizione o sunna di Maometto (mentre gli sciiti seguono anche quella dei suoi discendenti)

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